I primi appartenenti ad un plotone sperimentale denominato Plotone Speciale, furono scelti dalla 1ª Compagnia Paracadutisti del CMP di Viterbo nel 1952.
Per parlare dell’evoluzione del Reparto ad oggi occorrerebbe un corposo documento, però la sintesi di questa evoluzione fino ad oggi possiamo accennarla da quando nell’aprile del 1953 lo SME istituì la COMPAGNIA SPECIALE alle dipendenze della Scuola di Fanteria di Cesano con l’organico di due Plotoni Paracadutisti di leva e in rafferma e un Plotone di Carabinieri. Il comando della Compagnia fu affidato ad un pluridecorato di El Alamein, il Cap. Edoardo Acconci con una doppia specificità: cioè paracadutisti al di fuori dalle unità tradizionali delle aviotruppe, finalizzati e addestrati a svolgere missioni offensive dietro le linee nemiche. Pertanto dal 1954 l’iter addestrativo del Sabotatore prevedeva un impiego a livello strategico in ogni ambiente naturale ed operativo.
I corsi erano stabiliti in : Minatore Scelto-Sabotatore presso la Scuola del Genio, Alpinismo e Sci presso la Scuola Militare Alpina, Incursori Navali, presso il Comando Subacquei ed Incursori della Marina e Lingue Estere.
La complessità e la durata dell’addestramento e la sua onerosità ha obbligato la Forza Armata a reclutare e ad assegnare all’Unità Speciale soltanto personale a lunga ferma, VAS e AS provenienti dalla Scuole Sottufficiali. Dal 1° giugno del 1957 l’Unità assunse la denominazione di REPARTO SABOTATORI PARACADUTISTI e seppure svincolato dai modelli ordinativi convenzionali fu trasferito a Livorno, rientrando così nelle aviotruppe.
Nel 1961 fu elevato al rango di BATTAGLIONE SABOTATORI PARACADUTISTI e nel 1963 posto alle dipendenze della BRIGATA PARACADUTISTI con la fisionomia di Corpo autonomo, ordinato su un Plotone Comando, una Compagnia Allievi -1ª CP – ed una Compagnia operativa – 2ª CP – che svolgeva tutte le attività connesse con la preparazione ed il mantenimento della prontezza operativa e la capacità di proiezione del Reparto.
(da “CongedatiFolgore.com”)

I lanci/addestramenti dei Sabotatori Paracadutisti, essendo loro stessi la punta di diamante del CMP, avevano un iter del tutto indipendente da quelli degli altri reparti, fermo restando che le manovre militari venivano fatte in collaborazione sinergica tra questi.

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